La potenza aerobica nel calcio
di L. Melli - Copyright by THEA 2006
"Settimana tipo" di una squadra dilettantistica che svolge 3 allenamenti la settimana: cerchiamo ora di riassumere (almeno a grandi linee) lo spazio che occupa la potenza aerobica nel lavoro settimanale.
Martedì: lavoro di potenza aerobica -->lavori intermittenti o intervallati. Ecco alcuni esempi [5]: 4-5 x 1000 a velocità leggermente superiori alla soglia anaerobica, oppure 2 x 12' di variazioni di velocità, o 2 intermittenti di 8-10' (30" alla massima velocità aerobica (Vamax) e 30" di corsa blanda).
Mercoledì e Venerdì: nessun lavoro specifico per lo sviluppo della potenza aerobica; l'unico effetto allenante è dato dall'intensità delle esercitazioni tecniche e tattiche.
A qualsiasi podista amatore verrebbe da ridere a vedere una simile programmazione dell'allenamento aerobico! Quali sono allora le ragioni di un volume di allenamento così ridotto dedicato alla potenza aerobica?
Le motivazioni principali si possono ridurre a due:
Nel calcio poi l'allenamento della potenza aerobica è possibile effettuarlo anche con la palla, quindi in maniera meno monotona.
Motivazione 2: l'aumento del volume dell'allenamento aerobico toglierebbe tempo prezioso alle altre qualità (rapidità, tecnica e tattica). Anche questa giustificazione a nostro parere non trova fondamento in quanto l'allenamento aerobico può essere eseguito anche con la palla (quindi senza trascurare l'aspetto tecnico-tattico), oppure utilizzando intensità e percorsi tali da allenare contemporaneamente altre qualità condizionali (rapidità ed esplosività).
Inoltre l'affermazione che "aumentando il volume dell'allenamento aerobico verrebbe tolto tempo prezioso alle altre qualità" può considerarsi errata. Infatti, da una ricerca molto importante svolta da Helgerud e coll. [4] si è visto che inserendo due sedute di allenamento di corsa intervallata (4 x 4' al 90-95% della massima frequenza cardiaca con recupero 3-4' a media intensità --> tempo totale del mezzo allenante 35' circa) dopo due mesi si verificava non solo un miglioramento significativo di alcuni parametri fisiologici (Vo2max) rispetto al gruppo di controllo (che faceva allenamento tecnico), ma anche un incremento (raddoppio) del numero di sprint ad alta intensità, un aumento della distanza percorsa durante la partita e del possesso palla; tutto questo è stato ottenuto senza peggioramento della velocità di corsa.
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